Quando le scarpe bianche diventano rosse.
In un musical di Ginger Rogers e Fred Astaire, Ginger dice di aver fatto diventare rosso sangue delle scarpe da ballerina bianche per essersi esercitata troppo.
Non potevano scegliere nome più adatto Laura-Mary Carter e Steven Ansell, componenti dei Blood Red Shoes, già definiti gli White Stripes inglesi.
Alienazione, psicosi, confusione e libertà popolano i brani di questa band di Brighton, dallo stile punk, più per attitudine che per la musica.
Abbiamo cominciato dalle scarpe proprio perché per seguire il ritmo delle loro chitarre garage post wave è necessario indossare delle scarpe comode, mantenendo pur sempre un’indistinguibile nota di classe.
Bisogna infatti tener testa all’affascinante Laura-Mary, la parte elegante nonché femminile del gruppo, che ci confonde con un’aspetto acqua e sapone alla Io ballo da sola, alternato ad un look più aggressivo, sulla scia di Alison Mosshart, con occhi truccati di nero, abiti più attillati preferibilmente accompagnati da un’immancabile tacco.
Decisamente più street Steven Anselli, ispirato un po’ alle icone indie inglesi e un po’ al grunge, con maglioncino sempre a portata di mano, t-shirt a righe da scambiare con camice a quadri e, ovviamente, jeans.