Rob Pruitt X YOOX

Migration Moving Blanket, 2018

Che Rob Pruitt abbia esposto per la prima volta alla Leo Castelli Gallery la dice lunga sulle sue premesse culturali e iconografiche. Castelli è stato il grande mentore della Pop Art degli anni d’oro e proprio da quel substrato viene l’immaginario di Pruitt, artista eclettico la cui cifra distintiva è certamente l’ironia, strumento tagliente di critica sociale e di svelamento delle dinamiche artistiche. Ma oggi quella Pop Art, che prendeva le sue icone dall’immaginario popolare per trasfigurarle e lanciarle tra i capolavori eterni, è ovunque e ogni oggetto è un potenziale contenitore di un senso effimero.

È questa la grande mistificazione sociale che Rob Pruitt denuncia continuamente con intensa e feroce profondità. Pruitt usa con voluta ridondanza ogni media, scavando tra i blandi feticci contemporanei per ritrovare, quasi fosse un Indiana Jones dell’arte, un senso perduto. Quadri Ikea ridipinti, panda serigrafati, dinosauri cromati, scarabocchi terapeutici, barcode per bibliografie di sopravvivenza politica, frigoriferi antropomorfi.
Tutte le libertà che l’arte del Novecento ha conquistato, dall’oggetto dadaista fino appunto all’icona Pop, oggi non devono più essere affermate ma semplicemente usate, come fa con maestria Rob Pruitt.
Il suo sguardo disincantato e colto spazia tra arte, sociologia e antropologia, in una visione multi-forme da cui nasce il progetto

“Migration Moving Blanket, 2018”, creato in esclusiva per YOOX, in cui Pruitt affronta la complessa questione delle migrazioni intese come fenomeno sia naturale che sociale,

decorando coperte di produzione industriale con l’applicazione di stampe serigrafate di oche, animale migratore per eccellenza, stilizzate e trasformate in motivi geometrici ispirati ai pixel digitali e alle tradizionali decorazioni dei quilt. Non multipli ma pezzi unici, uno diverso dall'altro, come uniche sono le storie delle persone che si ritrovano a dover lasciare la loro patria per altri luoghi, con il loro carico di paure e aspettative per il futuro.

Moving to Canada:
il viaggio

 

400 miglia separano New York dal confine canadese:
YOOX le ha percorse tutte simulando un tipico trasloco
americano. Un pick-up, una poltrona avvolta nella
Migration Moving Blanket di Rob Pruitt e un viaggio
suggestivo, metafora del concetto di migrazione.

New York, inizio del viaggio,
400 miglia al confine canadese

Egremont Plain Rd, Great Barrington, MA, STATI UNITI
299 miglia al confine canadese


ROB PRUITT
L'ARTISTA

©ROE ETHRIDGE

Artista intenso ed eclettico, Rob Pruitt spazia tra le due e le tre dimensioni muovendosi con grande agilità attraverso ogni mezzo espressivo. Nato nel 1964 a Washington, D.C. e artisticamente negli anni Novanta nel duo Pruitt Early, vive e lavora a New York ed è rappresentato da Gavin Brown’s Enterprise e dalla galleria Massimo De Carlo. Ha studiato al Corcoran College of Art and Design di Washington e alla Parsons School of Design di New York e ha esposto nelle più prestigiose sedi espositive del mondo, con le personali alla Kunsthalle di Zurigo nel 2018, al Museum of Contemporary Art di Detroit nel 2015, all’Aspen Art Museum nel 2013, al Dallas Contemporary nel 2011, e le collettive alla Yokohama Triennale in Giappone nel 2017, alla Tate Modern di Londra, a Punta Della Dogana/Palazzo Grassi a Venezia e al Guggenheim Museum di New York nel 2009 e al Museum of Contemporary Art di Los Angeles nel 2013.

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