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SNEAKER MANIA 
Nate alla fine del XIX secolo da un’idea di Charles Goodyear, le scarpe con la suola di gomma diventano subito popolari tra gli appassionati di tennis e croquet, perch� garantiscono praticit� e un passo leggero, che non fa rumore. Permettono insomma di muoversi quasi furtivamente, “to sneak” come dicono gli anglosassoni, da cui la parola “sneaker”.

In breve divengono le calzature sportive per eccellenza tanto che diversi atleti hanno dato il loro nome ad alcuni dei modelli pi� iconici. Fra tutte le All Star di Converse, che portano la firma del cestista Chuck Taylor sulla tomaia, o le Stan Smith di Adidas, chiamate cos� da quando l’omonimo tennista le indoss� nel 1971. O ancora le Nike Air Jordan, intitolate al campione di basket Michael Jordan. Vietate dall’NBA perch� rosse e non bianche come le scarpe delle divise tradizionali, costarono una multa di migliaia di dollari ogni volta che vennero indossate sul campo da gioco.
 
L’innovazione tecnologica le ha rese nel tempo sempre pi� performanti. � il caso delle Air Max 1 di Nike, lanciate nel 1987. Celebri per i rivoluzionari cuscinetti d’aria visibili nella suola, sono ispirate ad alcune architetture parigine che lasciano intravedere gli interni degli edifici. A queste ne sono seguiti negli anni diversi modelli, oggi veri e propri pezzi da collezione.
Nel corso dei decenni, infatti, le sneaker hanno conquistato non solo il pubblico degli sportivi, affermandosi anche come iconico dettaglio di stile. Le All Star, ad esempio, furono simbolo di ribellione giovanile portate da James Dean e Kurt Cobain, cantante dei Nirvana. Mick Jagger le ha indossate al suo matrimonio con Bianca Jagger. Le preferite di Bob Marley erano invece le Adidas Samba, mentre Steve Jobs acquistava solo le New Balance.  
 
GUIDO GENICCO
LA PASSIONE PER LE SNEAKER

Consacrate a oggetti-culto anche dal mondo della moda, le sneaker sono oggi simbolo di lifestyle urbano e dell’atteggiamento noncurante delle regole, tipico degli animi meno convenzionali e, da calzature sportive, sono diventate un fenomeno di massa, che raccontiamo qui in una conversazione con Guido Genicco. Ex-corridore professionista e appasionato del genere, ha vinto la maratona di Roma nel 1989 ed � attualmente International Product Director di Nike. Qui lavora da 26 anni, durante i quali ci� che lo ha reso pi� orgoglioso � avere una scarpa che porta il suo nome, appunto la Nike Genicco.

Sneaker: ami collezionarle?
Possiedo circa 140 paia di Nike, tutte con un grande valore affettivo personale. La pi� speciale di tutte � la Night Track Disco, una delle prime firmate dal brand e uscita nel 1978.

Hai raggiunto grandi risultati anche come sportivo. Quanto � importante avere la scarpa adatta quando si fa sport?
Avere la scarpa giusta � fondamentale, perch� deve permettere di allenarsi senza problemi. Ammortizzazione, stabilit� e ride personalizzato sono le caratteristiche che pi� apprezzo. Inoltre deve esteticamente riflettere la personalit� di chi la indossa. Per trovare la sneaker pi� adatta � importante capire quali specifiche deve avere a seconda dei difetti che ciascuno di noi ha come iperpronazione e supinazione. Va poi scelta in base al nostro peso e all’utilizzo che ne faremo, se per l’allenamento o per la gara.
 
Nel tuo lavoro ti occupi di scoprire nuovi trend: quali sono le tue principali fonti di ispirazione?
Viaggio spesso tra Londra, Parigi, Milano, Berlino, Stoccolma, Tokyo, L.A., che sono le citt� dove nascono tutte le novit� e da dove traggo idee semplicemente guardando con attenzione lo stile delle persone per le strade. Inoltre lavoro con un gruppo di consumatori tra i 18 e i 25 che vivono in quattro citt� europee, tutti molto attenti a quello che di nuovo si sta sviluppando.

Se fossi una sneaker quale saresti?
Sicuramente la Nike Mag indossata da Marty McFly in “Ritorno al Futuro”, la migliore sneaker di tutti i tempi. Ha davvero anticipato i tempi in quanto a costruzione e silhouette e proprio questo autunno, tra l’altro, festegger� il suo trentesimo compleanno.